giovedì 25 novembre 2010

il concetto di Punizione secondo Angolobuio

Su ordine e concessione di Chi ha Potere su di me, pubblico quanto segue...


Sono uno schiavo.
Sono sottomesso.
Non sono eccessivamente masochista.
Provo piacere nell'essere sottomesso più che dal dolore.
Ma il dolore della sottomissione è una necessità.
Una necessità bilaterale.
I Dominanti, possono essere anche sadici, ossia, gaudenti delle sofferenze che infliggono ai propri sottomessi.
Un sub, pertanto, deve mettere in conto due tipi di sofferenza: quella legata alla disciplina della dominazione e quella legata al sadismo.
Quindi, ecco una prima, cruciale differenza:
il dominante infligge punizioni al proprio sottomesso per correggerne i comportamenti difformi dalla propria volontà: errori nell'eseguire ordini, nella postura, nel parlare, omissioni, insomma, ogni comportamento del sub che si differenzi da quello richiesto dal Top merita una Punizione.
In aggiunta, il Top conserva intatta la facoltà di infliggere sofferenze al proprio sub anche nel caso in cui il comportamento del sub sia del tutto corrispondente alla propria volontà.
I due eventi, tuttavia, è bene che siano ben distinti sia nella mente del Top che in quella del sub. Il sub accetta di essere addestrato a suon di cinghiate, accogliendo la Punizione come un dono. 
Di fatto, lo è: rappresenta l'impegno del Top per la realizzazione dei desideri del sub.
Come sub, mi trovo a mio perfetto agio nudo e legato alla mercè del Top, ma questa condizione può verificarsi solo in seguito al lavoro del Top sul proprio sub: 
lavoro di comprensione, responsabilità, educazione, addestramento. 
Il Top comprende il proprio sub: ne capisce i limiti e le inclinazioni e verifica se è compatibile col proprio piacere.
Il Top ne è responsabile, sia a livello fisico che psicologico e deve salvaguardarne la privacy.
Il Top educa il proprio sub nel senso che tira fuori dal sub quello che il sub è nel profondo.
Il Top addestra, pertanto, il sub a diventare tale. 
Tutto questo, punendolo.
Altri aggettivi non sono necessari: il Top, in base alle circostanze, stabilirà ciò che è meglio per la formazione del legame di Dominazione e Sottomissione. La 'gravità' della colpa del sub non è catalogabile, almeno non nel senso della punizione: non può esistere un 'codice penale' per lo schiavo. 
Che è soggetto all'arbitrio del Top soprattutto quando merita una punizione.
Le modalità di punizione sono le più varie, tuttavia esprimo qui la mia personalissima opinione:
La punizione correttiva ideale è, secondo me, una punizione corporale ben delimitata nello spazio e nel tempo, quantificabile, di cui sono noti i termini, le motivazioni ed i fini.
Le sofferenze del Bondage, quelle posturali e le altre innumerevoli forme di dolore che il Top può infliggere al Sub, sono parte della quotidianità del rapporto di sottomissione: un sub che è nudo, legato in una posizione scomoda, sottoposto a decorazioni con la cera, sodomizzato ecc. prova sicuramente dolore fisico, intenso, diffuso e prolungato. Ma questa non è una condizione di punizione, ma di normale esistenza per il sub!
La Punizione è una sofferenza espiante: non c'è n'è ira n'è dispetto nell'infliggere o ricevere la Punizione. Anzi, idealmente, ritengo che vada inflitta con severità pari alla serenità: senza, si badi bene, abbandonarsi a forme di asetticità di qualunque tipo. La Punizione è una faccenda di corpi e di differenti forme di eccitazione. La mano che brandisce la cinghia e la natica che riceve il colpo formano un legame tra loro che è l'essenza della stessa Punizione.
Il percorso di sottomissione è invariabilmente lungo, difficile e caduco.
Il sub che sbaglia, discostandosi dalla volontà del Top, lo fa per ricevere inconsciamente una punizione? 
Ritengo sia possibile, ma ritengo anche che, col proseguire dell'addestramento, tale comportamento diventi minoritario e tenda a scomparire. Tale supposizione è, tutto sommato logica: man mano che l'addestramento prosegue, aumenta la consapevolezza e la sottomissione si materializza nella realizzazione dei desideri del Top.
Da questi ragionamenti, sembrerebbe che l'incastro perfetto sia tra un Top Sadico ed un sub masochista. Tuttavia,ritengo che un sub abbia il preciso dovere di accettare anche le sevizie che il Top vorrà infliggergli per soddisfare il proprio sadismo ben al di là di un "minimo sindacale".
Di suo, il Top ha una responsabilità maggiore, non solo nella materiale esecuzione della Punizione, ma, ritengo, soprattutto nella consapevolezza delle condizioni al contorno in cui vive il sub, in modo da scindere le necessità Punitive, intese come necessità per la riuscita del rapporto D/s, dalle circostanze avverse.
Che non mancano mai.

Angolobuio.