domenica 27 dicembre 2015

invidia?

Questa Città non è più mia, invasa da turisti invisibili alle mie tasche e popolata da ex amici ex conoscenti ex datori di lavoro e nostalgie sempre presenti.
Nella domenica in cui il giro in piazza è obbligatorio mi guardavano:
Un po' invidiosi di questo quarantenne che mostra dieci anni di meno, snello, con un cappotto di marca ed un orologio svizzero al polso.
Invidiosi del mio lavoro di cui non sanno nulla.
E' vero, faccio la mia figura, senza pancia, sorriso luminoso, capelli al vento, libri ricevuti in regalo sotto il braccio, nipotini e famiglia a seguito nel cielo azzurro dell'Italia meridionale.
Ma quest'uomo ideale che cammina nel Sole, cosa ha sognato questa notte?
Ha sognato le sue cosce depilate vestite di segni di canna.
Ha sognato di aver libera solo la lingua, unico contatto con il corpo di una Padrona troppo distante per raggiungarla altrimenti.
Ha sognato di rivivere la terribile sensazione della gomma che lo sfonda, terribile giusta ed anelata sensazione, mai dimenticata.
Ha sognato la corda che passa dai polsi alla Volontà della Padrona.
Ha sognato i dolci morsi delle mollette sulla propria ed altrui carne.
Ma ha sognato anche le bianche cosce che desidera da tempo legare, straziare, salvare.

Corde, cinghiate, catene e collari, pelle nuda e bianca da rivestire di tormento e sollievo.

Questo, gli invidiosi, non lo vedono.
Poveri loro.