domenica 27 dicembre 2015

invidia?

Questa Città non è più mia, invasa da turisti invisibili alle mie tasche e popolata da ex amici ex conoscenti ex datori di lavoro e nostalgie sempre presenti.
Nella domenica in cui il giro in piazza è obbligatorio mi guardavano:
Un po' invidiosi di questo quarantenne che mostra dieci anni di meno, snello, con un cappotto di marca ed un orologio svizzero al polso.
Invidiosi del mio lavoro di cui non sanno nulla.
E' vero, faccio la mia figura, senza pancia, sorriso luminoso, capelli al vento, libri ricevuti in regalo sotto il braccio, nipotini e famiglia a seguito nel cielo azzurro dell'Italia meridionale.
Ma quest'uomo ideale che cammina nel Sole, cosa ha sognato questa notte?
Ha sognato le sue cosce depilate vestite di segni di canna.
Ha sognato di aver libera solo la lingua, unico contatto con il corpo di una Padrona troppo distante per raggiungarla altrimenti.
Ha sognato di rivivere la terribile sensazione della gomma che lo sfonda, terribile giusta ed anelata sensazione, mai dimenticata.
Ha sognato la corda che passa dai polsi alla Volontà della Padrona.
Ha sognato i dolci morsi delle mollette sulla propria ed altrui carne.
Ma ha sognato anche le bianche cosce che desidera da tempo legare, straziare, salvare.

Corde, cinghiate, catene e collari, pelle nuda e bianca da rivestire di tormento e sollievo.

Questo, gli invidiosi, non lo vedono.
Poveri loro.


giovedì 26 novembre 2015

Lady Oscar


Ma uno che vede 'ste cose da bambino poi per forza gli piacciono le donne legate (e quelle che legano).

Grazie Oscar :)

domenica 8 novembre 2015

Cartellino Rosso

Beh, alla fine senza l'account facebook si campa uguale.
C'è skype per parlarsi ed i portali a tema per conoscersi.
Cambiare, si deve, cambiare.
Andare avanti.
Ma tenendosi sempre per mano.

venerdì 18 settembre 2015

Sunstone, una storia d'amore

Due persone si conoscono, si fanno coraggio, si incontrano.
Si trovano libere, incredule di tanta semplicità nello sfiorare la felicità.
No, non è la mia storia.
E' quella raccontata in un fumetto per adulti che da sollievo al cuore.
Qui tutte le informazioni del caso:

http://shiniez.deviantart.com/

https://en.wikipedia.org/wiki/Sunstone_(comics)


La narrazione è leggera.

Rende lievi le corde, e non solo.
Scioglie l'ansia.

I dubbi sulla propria identità, l'atroce terrore dei giorni precedenti il primo incontro, il tormento dell'impegno con chi potrebbe soddisfare il lato BDSM del tuo essere ma che temi possa travolgere anche la quotidianità.
Fino a scoprire che anche se condito con la corda è sempre solo amore.

Il fumetto è splendidamente realizzato, ne suggersco la lettura (si trova su Amazon o sui canali P2P, ma è in inglese) come farmaco contro la sfiducia.

Certo, qualche purista potrebbe storcere un po' il naso, ad esempio, la persona dominante tiene ben nuda e legata quella dominata e abbonda anche con la cinghia, ma non la umilia mai in tutto il fumetto.

Ma il tono da commedia romantica vi farà arrivare all'ultima pagina di ogni volume con il cuore lieve e il sorriso sulle labbra


lunedì 27 luglio 2015

Arrivederci

E così io parto,
vado lontano.
Per un po’ sarò al sicuro dal demone, quando mi ricondurrà qui penserò a come affrontarlo.
Mi piacerebbe molto vivere nella tua cantina, la tua offerta è allettante.
Stanotte ho sognato la catena dalla mia caviglia all’acciaio della brandina.
Mi sentirei molto a mio agio a farti le pulizie nel tuo nuovo appartamento e credo che sarebbe carino, per te, avere, oltre alla tua splendida cagnolina in pelo e baffi anche un cagnetto ben depilato con una coda ben conficcata al posto giusto.
Sarebbero ore da sogno.
Ore in cui il demone si sazierebbe fino ad addormentarsi.
Ma il mio demone dorme a lungo.
E, con lui dormiente, non mi appartiene lo starmene nudo disteso su una brandina a cui sono incatenato.
Il maledetto, quando c’è mi trafigge, quando non c’è non c’è.
E, dopo un giorno a scodinzolare con la pelle segnata dal cane, il demone dormirebbe per settimane.
Alla fine, ecco perchè ho deciso di partire.
Perchè, per quanto doloroso, devo salvaguardare il me stesso più presente, non quello più assente.
Non posso prevedere cosa succederà al termine del mio viaggio, eccetto il risveglio del demone.
Allora, quella catena da ferramente abbandonata sulla brandina da campeggio mi sembrerà acqua nell’arsura e quello straccio da passare sul pavimento, in compagnia del tuo cane di carne ed ossa e del tuo cane di legno, mi sembrerà sollievo.
Entrambi distanti e irraggiungibili.
Ma domani parto.
E ne sono lieto.

venerdì 26 giugno 2015

un gesto semplice

La mano destra stretta attorno al polso sinistro.
La mano sinistra, chiusa a pugno, ma con il pollice tra le dita.
Un gesto semplice, niente di scabroso o doloroso, per carità.
Un gesto piccolo che posso fare anche in ufficio.
In pubblico.
Ogni tanto mi accorgo di farlo senza pensarci.
E' naturale: dopotutto è solo lo schiavo in me che si prende la sua libertà.
Devo concentrarmi per aprire il pugno, liberare il polso e rammentare che non c'è spazio per lui.
E nemmeno per me.

sabato 4 aprile 2015

morte al BDSM

Il BDSM è stata la cosa peggiore che mi sia capitata in vita mia.
Peggio dei problemi familiari.
Peggio del fallimento professionale.
Peggio dell'Emigrazione forzata.
Mi ha fatto incontrare di persona 4 persone meravigliose, una pericolosa e mi ha fatto vivere nell'ansia, nell'angoscia e nel tormento praticamente da trent'anni a questa parte.
Non è divertente questa febbre del sangue che svanisce solo per qualche settimana dopo che qualcuno mi ha riempito di cinghiate.
Per niente.
Io sono uno schiavo.
E mi piace anche sculacciare, se la signorina si dimostra ancor più sub di me.
Ma non sono solo questo.
Sono il tecnico stimato dai colleghi.
Sono il volontario.
L'uomo.
Perchè essere anche schiavo è così incompatibile con tutto il resto?
Perchè consuma così tante energie mentali?
Ma io non ho un'ora della mia vita in cui non pensi alla corda ed alla cinghia.
Neppure un'ora.
Il BDSM fa schifo.
Interferisce con la quotidianità, interferisce coi pensieri, interferisce con tutta la mia fottutissima vita.
Io lo odio.
Non provo vergogna nell'immaginarmi (e nell'essere stato) nudo, legato, violato, preso a cinghiate.
Ma odio questa necessità.
Lo so che non dovrei lamentarmi con tutti i guai che ci sono al mondo.
Disoccupazione e relativa disperazione
Sfruttamento e relativa rabbia
Malattie, malattie terribili che ti mozzano il fiato solo a leggerne i sintomi, figurati a portarle in corpo.
Invece io sono, cito: "Un bell'uomo, sano, che ha di che vivere e che conosce la differenza tra il bene ed il male".
Dati i tempi che corrono ho un ottimo lavoro.
Vivo in una bellissima città.
Ho una splendida Moglie, sì, Moglie e il BDSM si infila qui dentro come una granata anticarro, non voglio nemmeno aprire l'argomento.
Il mio volontariato mi riempie di fatica, gioia e serenità.
Ma, niente.
Il BDSM è sempre lì ad inquinare tutto.
Non a corrompere eh, non considero immorale o stronzate del genere una sana inculata.
Inquinare.
L'olio è buonissimo sull'insalata ma inquina l'acqua potabile.
Io non voglio smettere di eccitarmi di fronte ad un corpo (il mio?) nudo e legato.
Vorrei che il BDSM si comportasse al massimo come la fame e la sete.
Mica voi avete sempre fame e sete, no?
Ecco.
Ma neanche questo piccolo sollievo mi è dato.
Il BDSM inquina il mio cuore, la mia vita intera, occupa risorse ed energie che dovrei dedicare ad altro:
non sarò un premio nobel della letteratura ma un po' di cose scritte decenti ogni tanto mi capitano.
E invece no, non riesco a concentrarmi su nulla secondo le mie vere potenzialità.
Solo quando il carico di lavoro è particolarmente intenso o mentre gioco al computer ho un attimo di tregua.
Il BDSM fa schifo ed io lo odio: è già abbastanza duro essere schiavi di un DOM, ma essere schiavi del BDSM è insopportabile.