giovedì 19 settembre 2013

Paradiso e Inferno

Il demone mi stava trascinando sul pavimento sconnesso tenendomi per una caviglia.
Il mio corpo era lurido, ricoperto di sangue ed escrementi.
Sentivo dolore ovunque e un fetore soffocante ad ogni respiro.
Ogni respiro dopo l'ultimo, quando il camion che non mi aveva dato la precedenza si era materializzato, per un istante, oltre la visiera del mio casco.
Il demone era un orrore di carne e scaglie.
Mi sollevò dalla caviglia per gettarmi su un altare di pietra.
Le catene con cui mi immobilizzò erano roventi.
Poi, iniziò a lavorare di scudiscio sulla mia carne.
Ma non era quello il peggio.
Il peggio fu quando iniziò a sodomizzarmi con il suo gigantesco fallo rovente.
A volte, solo a volte, riuscivo a concentrarmi a sufficienza per focalizzare la mia mente su qualche momento della mia vita terrena.
Ma la sofferenza e le urla del demone mi strappavano presto via a quei ricordi lontani.
"Merda che non sei altro, ti ricordi di quando ti sei divertito a violare i limiti di quello schiavo? Di quando gli hai quasi rotto il culo?"
Me ne stavo lì ad urlare quando davanti a me si materializzò una visione grottesca.
Un angelo.
Un angelo del Cielo.
Che trascinava al guinzaglio un uomo nudo, dalla pelle bianca e glabra.
L'angelo appese l'uomo per le caviglie a cosce spalancate ed iniziò a segnarne la pelle con un frustino da equitazione.
Il rosso delle scudisciate disegnava una ragnatela su natiche e cosce.
Le corde stringevano segando i polsi senza che questi diventassero rossi.
Il collare era stretto senza che l'uomo ne soffocasse.
Tra le natiche si intravedeva un plug tenuto in posizione da corde.
Ai capezzoli erano applicati due anelli che reggevano due pesi.
E dalla bocca costretta in posizione aperta da un largo ring gag venivano fuori urla.
Urla, indiscutibilmente, di piacere.
Il demone si posò sulla mia schiena straziandomela con la sua pelle scagliosa e gridò nelle mie orecchie: " Guarda il Paradiso, merda! Quello era un bravo ragazzo e in più si è fatto ammazzare per difendere una ragazzina che tre balordi stavano stuprando. Quando era vivo era un sottomesso. Guarda il Paradiso! Guarda il Paradiso!"
E, mentre l'uomo si contorceva sotto le scudisciate dell'angelo, vidi il Paradiso.