sabato 12 gennaio 2013

Esilio

L'altra sera tornavo dalla stazione in auto.
E' un momento difficilissimo.
La mia vita si è come fratturata.
Il lavoro è una specie di incubo che prosegue ben oltre le dodici ore al giorno fin  nei sogni notturni.
Sono sempre stanchissimo ma per fortuna assolutamente non irritabile.
Dicevo, stavo tornando in auto a casa.
Era tardi, le 23, tardissimo per me che alle 23 in genere spengo la luce e vado a nanna.
In una città aliena ma non ostile.
Pensavo ai miei dolori.
Ero fermo al semaforo rosso.
E guardavo avanti.
Poi, il lampeggio del semaforo pedonale ha attirato il mio sguardo a destra.
Il semaforo è diventato verde e sono ripartito.
Il tempo di sollevare la frizione l'ho passato con gli occhi posati su una prostituta.
Da dove vengo io non ci sono prostitute per strada.
Qui sì.
Una ragazza bellissima, che indossava qualcosa di bianco sopra una corta minigonna nera.
Torno a guardare avanti.
E torno a casa.
Non ho pensato alla ragazza nemmeno per dieci secondi quella sera.
Mi è venuta in mente stamattina, mentre tentavo di alzarmi dal letto.
Non avevo voglia di far niente, solo di dormire tutto il week end.
Per evitare di pensare ai miei dolori.
E mi è venuta in mente lei.
Mi sono venuti in mente i suoi dolori.
Io, sopraffatto da ... cosa?
Dallo Stress?
Dalla Nostalgia?
Dalla Rabbia?
Sopraffatto tanto da non aver voglia neppure di andare al supermercato.
Neppure di fare una passeggiata.
E mi è venuto in mente: "Come sarà il sabato di quella ragazza?"
Com'è il sabato di una ragazza che si vende per strada?
Com'è il sabato di tutte le persone che vivono allontanandosi dalla propria vita?