"Marcella, non è che hai freddo?"
"No, Padrone."
"Però hai i piedi e le mani gelate. E pure i capezzoli. Marcella, tu hai freddo!! Ma ti rendi conto?"
"N-no Padrone"
"Dico, ancora non hai imparato nulla? Neppure che non si dicono 'ste bugie cretine al tuo Padrone?"
"Padrone, questa schiava Le giura che non sente freddo!!"
Nota di panico nella voce. Va bene, forse le 20 cinghiate su culo e cosce un po' di calore hanno prodotto, tutto sommato credo che dica la verità.
"Voglio crederti. Ascoltami con attenzione. Non m'importa se soffri il freddo, ma se ti prendi l'influenza non mi servi a niente. Quindi avvisami se inizi a sentire freddo. Ripetilo!"
"Padrone, questa schiava è consapevole che qualora si raffreddasse non potrebbe più servire il suo Signore, pertanto La avviserà se dovesse sentir freddo."
La voce è tornata normale, col tono soddisfatto di chi ne ha detta una giusta.
"Esatto. Mi raccomando."
Mi siedo sul letto, di fianco al suo corpo messo a quattro zampe.
"Effettivamente è un problema: abbiamo iniziato in primavera, ma ora andiamo incontro all'inverno. Mhmm, mi sa che devo comprare almeno due stufe elettriche, avessi almeno avuto il parquet. Vabbè, per ora ci arrangiamo manualmente. Sdraiati sulla schiena, cosce larghe e mani dietro la nuca."
Marcella, lesta, cambia posizione: incrocia le mani dietro la nuca, agganciandosi con le dita al collare.
Allarga le gambe.
Le passo una mano sul corpo, la pelle è spesso fredda.
Mi alzo, le afferro la caviglia sinistra e tiro su la gamba.
Marcella non oppone alcuna resistenza.
E' pronta.
"Venti cinghiate sulle piante dei piedi e venti cinghiate sulle tette. Non c'è niente di meglio per riscaldarsi."
Un sorriso fugace sulle sue labbra e poi chiude gli occhi.
0 commenti:
Posta un commento