giovedì 16 giugno 2011

Vivere e non Sopravvivere col BDSM

Io sono così:



Un'immagine vale più di cento parole ma, ovviamente, questa è una caricatura forzata, giusto per intendersi.
E perchè i numeri mi tranquillizzano da sempre.
Stimo di essere Sottomesso per il 65% e Dominante per il 35%. Dominante verso gli uomini per un misero 1% statisticamente necessario, sottomesso ai medesimi per un più rilevante 15% ma che, data la complessiva situazione demografica unita ad altre complicanze è, la pratica totalità delle mie esperienze ed intenzioni di esperienze reali future.
Perchè sono così?
Facilissimo: fate una ricerca su google sulle cause del sadomasochismo, io centro parecchi dei paradigmi classici: liti feroci tra i genitori, madre violenta e soffocante, fate voi. I parametri ( numerici eh eh ) per costruire matrici per la genesi del mio essere si sprecano.
Il guaio è che il tempo passa e passa male.
Mentre la povera Italia affonda noi, come generazione degli anni 70 ( e pure 80 ) affondiamo con essa.
Io mi sono trovato a vivere diverse contraddizioni del mio essere 'paziente affetto da parafilia sadomasochistica'.
Cioè, nel lavoro ed in altre attività mi sono trovato a sperimentare qualità e risultati ( numericamente incontrovertibili ) di una leadership che non dovrebbe appartenere a chi avrebbe taaanto piacere ad essere tenuto in hogtied.
Eppure, soprattutto dopo al fine dell'università, è successo.
Spesso.
Cavolo, quando mi alzo in piedi e parlo si fa silenzio.
Quando sono ' sul campo' si fa come dico io.
E non credo che sia dovuto al mio 35% di desideri di dominazione.
Io credo che, dopotutto, una parte importante di me sia completamente slegata dalla mia bella parafilia.
Intendiamoci: come ho scritto una volta sul mio profilo Facebook: meglio 'sta parafilia che un'altra malattia!
Purtroppo, una parte non è il tutto.
E il mio essere sottomesso e masochista spesso interferisce nella mia vita quotidiana.
Sono piuttosto apatico e rinunciatario in troppe circostanze.
Vivo col terrore di avere anche un solo scatto d'ira ( che non ho mai ma che sento sempre sul punto di scoppiare ).
Secondo me sono ancora un bamboccione proprio per questo motivo.
Insomma, quello che voglio spiegare, forse prima a me stesso e poi agli altri, è che il BDSM non è un giochino divertente a meno di essere fortunati.
Ha su di me pesanti ricadute negative.
Certo, potrebbe andare anche peggio perchè, tutto sommato, la mia vita esteriore non ne sembra punto danneggiata.
Ma ci sono due fatti che restano da affrontare.
Il più grave è senz'altro il dover vivere in una specie di universo parallelo slegato dal resto della vita. 
Questo blog, quello fotografico, il profilo Facebook ne sono un esempio.
Porta via energie e tempo.
Ed aggiunge frustrazione per non poter condividere se stessi anche coi più prossimi dei compagni di strada.
Ma, soprattutto, consuma la vita in un gioco a perdere di cui inizio ad essere stanco.
Il problema meno grave è proprio la pratica BDSM.
Sarò franco: si sopravvive anche senza.
Ma io voglio vivere.
Voglio liberarmi da questa indeterminazione.
Voglio liberarmi da questi 'buchi' nella mia personalità che è capace di grandi imprese e crolla miseramente, ad esempio, nella ricerca di un maggiore introito economico anche minimo.
Io desidero reagire quanto desidero sperimentare di nuovo corda cinghia e collare reali.
Sicuramente di più di quanto desideri legare una ragazza e scoparmela.
Il guaio è che non ho la minima idea di come fare.
Troavere un Master reale mi aiuterebbe?
( E no, per motivi personali ho deciso di non cercare nè Mistress nè schiave ).
Una terapia? 
Ma lo so già il perchè ed il percome: io non mi sento malato, mi sento menomato il che è diverso.
So solo che continuare così è frustrante castrante e, insomma, come si dice dalle mie parti, mo mi so' cacatucazz.

mercoledì 8 giugno 2011

fotografia, che passione

Si sa, una brutta foto è più esplicativa di cento belle parole.
In questi ambiti, poi, non ne parliamo.
Mi diletto a scribacchiare racconti a tema, con risultati altalenanti tra il pessimo ed il mediocre e comprendo bene quanto sia complicato rendere l'idea di corpi e sensazioni.
Una fotografia, sicuramente, esprime con maggiore immediatezza il tutto.
Non ho nulla contro la fotografia e le immagini in ambito bdsm.
Anzi!
Tra i miei graditi ospiti c'è chi cura siti contenenti immagini meravigliose.
Quello che non comprendo è l'uso di immagini o disegni raffiguranti altrui in ambiti in cui avrebbe senso metterci, invece, una propria immagine esplicativa.
Quando scrivo ' non comprendo' non voglio essere irrispettoso o sarcastico, confesso semplicemente il mio limite mentale a riguardo. Credo sia necessario specificarlo dato che è molto facile fraintendersi in questi ambiti.
Poi, ognuno a casa propria nel suo spazio fa come gli pare.
Io, qui, ho pubblicato credo solo poche immagini e credo quasi tutte immagini di me.
In sessione.
Certo, è uno stress prendere le precauzioni relative alla riservatezza e l'esibizionismo non lo compensa quasi mai.
Però ritengo che valga la pena mantenersi sulla linea "poco ma autentico".
Questo universo è satollo di fantasia e di fantasie, le mie foto reali servono come memento anche degli aspetti meno affascinanti di questo gioco:
l'ascella che gronda di sudore, il gelo del pavimento, la bocca secca per il bavaglio.
Tutti fattori che ritornano alla memoria quando guardo le mie foto.
Assieme ad altri ben più piacevoli, è ovvio.
Ecco perchè le mie preferenze vanno sempre a chi pubblica foto reali, magari sgranate, magari raramente, ma vere.
Perchè fanno la differenza tra l'idea e l'azione.
Come piace a me ;-)

martedì 7 giugno 2011

Depilazione Maschile del Sub

Perchè depilare il sottomesso maschio?
No, tranquilli, niente pippotti enciclopedici da queste parti.
Cercate su google le parole depilazione genitali schiavo maschio e vi potrete deliziare in logorroiche disquisizioni più o meno interessanti e pregnanti.



Qui vi spiego perchè mi depilo, parzialmente, io.
Uso l'oggetto in foto.
Un Depilatore Maschile Philips TT2040.
Lo uso sotto la doccia sulle parti intime.
L'aggeggio funziona a batteria anche sotto il diretto flusso d'acqua, è facilmente lavabile e più che discretamente efficiente.
Ha due lame: una per accorciare ed una per depilare.
Ovviamente, prima uso l'accorciatore e  poi il depilatore.
Dove?
Su Pene e testicoli l'accorciatore mentre sull'ano e sulle natiche anche il depilatore.
Perchè?
Mah, potenzialmente perchè un sub deve essere depilato come segno di umiliazione, differenziazione rispetto al Top, sottomissione, ecc. vedete voi.
Più pragmaticamente, per motivi strettamente pratico-igienici.
La scomparsa del pelo rende le parti in questione più facilmente lavabili e, a seguito del famoso bidet, più a lungo 'profumose'.
Insomma, da quando ho scoperto la depilazione intima ( per motivi sanitari non legati al bdsm ), mi sento più pulito e a mio agio anche nei rapporti tradizionali.
Inoltre, faccenda dolorosa, ho comunque l'illusione di sentire un marchio sulla mia pelle.
In assenza di Collare si fa quel che si può.
Quando? 
Date le circostanze un paio di volte al mese: non c'è nessuno a reclamare di meglio.
Ah, ovviamente: un sub ai peli sui genitali deve saper rinunciare.
Non chiedetemi perchè. Io sento che è così.
Senza bisogno di spiegazioni.