martedì 31 maggio 2011

Duecento

Non è per noia.
Ma per complementarietà.
Avevo bisogno di sentire la cinghia, ne avevi bisogno anche tu
"Bagnati il culo, soffrirai di più"
Non sapevo che l'acqua fredda, poi, bruciasse così.


Grazie...

sabato 14 maggio 2011

Nascondersi nel proprio PC: BDSM in sicurezza (informatica)


Ammettiamolo:
non è proprio il massimo se un collega ( o il Capo, da distinguersi dal Top ) - familiare - convivente - amico mentre voi siete altrove accende il vostro computer e si trova come pagina iniziale il profilo di Legami.org, la pagina degli annunci di gabbia.com oppure il vostro profilo facebook che ha come immagine di profilo una vostra foto in seminudo bondage.
Certo, magari c’è il 5% di possibilità che la cosa si trasformi in una bella occasione di fare sano BDSM: se il vostro convivente che avete tentato fantozzianamente di convertire incontra così la luce sulla via di Damasco non è male. Ma, tristemente, nel restante 95% dei casi la cosa potrebbe essere quanto meno seccante. Più probabilmente, fatale.
Quella che segue non è certo una guida ufficiale alla privacy sul web, ma solo una serie di spunti che più o meno funzionano.
Dato che sono logorroico di mio è meglio incominciare.
Assioma 1: la privacy sul web è inesistente.
Pertanto, è illusorio pensare di poter nascondere davvero all’universo il fatto di star navigando su certi siti. Certo, probabilmente se si è particolarmente esperti può anche capitare di riuscire a stare su manettematte mentre al resto del mondo risulta che state su ilgiornale.it, ma non è troppo importante ai nostri scopi, l’importante è che siate tutti consapevoli del fatto.
Quindi, vediamo un po’ di suggerire qualche tecnica più o meno complessa per allontanarsi dal proprio PC in tranquillità.
Ecco, secondo me, la soluzione ideale prima di tutto consiste nel tenere acceso il cervello: non viviamo in Svezia.
Meno prosaicamente, ecco cosa suggerisco io come soluzione ideale “ a casa “:
Usare una macchina virtuale residente su partizione cifrata.
Non mi lapidate, vengo e mi spiego con l’aiuto di wikipedia:
“In informatica il termine macchina virtuale (VM) indica un software che crea un ambiente virtuale che emula il comportamento di una macchina fisica ed in cui alcune applicazioni possono essere eseguite come se interagissero con tale macchina.”
Ossia, significa che sul vostro bel computer potete installare un sistema operativo dentro il vostro sistema operativo. Mettiamola così: se avete windows 7, potete avere una finestra nel pc in cui è installato Windows XP.
Una finestra che potete minimizzare, come se fosse una pagina web, solo che al suo interno c’è un pc. Virtuale.
Non sono sicuro di essermi spiegato bene, ma accontentatevi per ora.
Ed ora veniamo a ‘partizione cifrata’.
Significa che il vostro computer disporrà di un Hard Disk sempre virtuale il cui accesso è impossibile anche alla CIA senza la relativa password. Non scherzo: se usate una password lunga e complessa, nessuno per ora può entrarci. Infatti, i programmi di cifratura sono illegali negli USA....
Tranquilli, qui possiamo farlo.
Ecco che cosa suggerisco.
Scaricate il software Truecrypt da qui: http://www.truecrypt.org/ , ve lo installate e create un file criptato grosso almeno 20 Giga in modo da poter avere in risorse del computer un nuovo disco virtuale e criptato da 20 Giga. Occhio, l'operazione è potenzialmente rischiosa se volete criptare una partizione, suggerisco di creare un file criptato così se siete insicuri comunque non fate danni! Poi, scaricate da qui: http://www.virtualbox.org/ ed installate virtualbox, il software di virtualizzazione.
Abbiate pazienza, ma un minimo vi dovete sforzare di smanettare e leggere un po’ di documentazione in giro.
Nelle impostazioni di virtualbox abbiate cura di inserire il vostro bel disco criptato come cartella predefinita macchine. In questo modo, chi lanciasse virtualbox senza aver inserito la password di Truecrypt non vedrebbe un bel niente.
Ed ecco il barbatrucco. In Virtualbox create un nuovo sistema virtuale. Io suggerisco di usare ubuntu linux come sistema operativo. In questo modo, una volta installato, non dovrete configurare quasi più nulla.
Guardate, mi rendo conto che questo metodo non è proprio banale, ma garantisce un paio di livelli di sicurezza non solo contro i problemi legati alla ‘scoperta accidentale’, ma anche contro la curiosità intenzionale: non c’è davvero modo di accedere al vostro browser web bdsm interno ad una macchina virtuale su disco cifrato.
All’interno della macchina virtuale potete conservare cronologia e preferiti senza timore che cadano sotto sguardi indiscreti, chattare, ecc comes e foste su un pc dedicato.
Ovviamente esiste un metodo più semplice ma che non consente nè la stessa sicurezza nè di conservare i preferiti: usare il browser google chrome e navigare aprendo una finestra di navigazione in incognito. In teoria sul vostro pc non rimane traccia, ma, come ho appena scritto, non potete conservarvi preferiti e password. Credo che anche firefox supporti questa modalità di navigazione ‘porno’ ma non ne sono sicuro. Usiamo questo metodo come ponte per il secondo argomento:
usare il web per il bdsm dall’ufficio.
E’ la cosa più rischiosa che potete fare.
Prima di tutto, probabilmente tutto il traffico è monitorato se la vostra azienda usa un firewall.
Poi, i rischi sono davvero terribili.
Se proprio insistete e, ripeto: e congiunzione, il vostro ufficio non ha un firewall ma solo il router alice, ad intenderci, usate o questo metodo della navigazione anonima oppure applicazioni portatili da lanciare via penna usb che non lasciano (troppe ) tracce sul computer. Io suggerisco di usare la navigazione anonima e pidgin portatile su penna usb per la chat di msn.
Tuttavia, se avete proprio ‘bisogno’, la cosa più economica è acquistare un Netbook possibilmente installandoci sopra linux ( è immune al 99,99% dei malawares e potrebbe indurre un curiosone a soprassedere di curiosare dato che sono in pochi ad usarlo ) e comprando una pennetta internet. Con 300 € potete portarvi anche in ufficio il vostro vizietto restandi sicuri di non perdere il posto per colpa di uno strap on che finisce sulle pupille del collega.
Che dire, se avete bisogno chiedete, io nel limite del tempo e delle competenze vi darò una mano.