martedì 26 aprile 2011

Disappunt(ament)o

Il BDSM, visto in pratica, è una faccenda piuttosto complessa.
Devi conoscere un’altra persona interessata.
Che sia quello che dice di essere.
Che sia all’incirca complementare, ma senza stare troppo a sottilizzare.
Devi costruire un minimo di rapporto di fiducia.
Devi fare i salti mortali per far quadrare il tutto nella banale quotidianità.
Fissi un appuntamento... E poi ricomincia da zero.
Quasi sempre.
Come oggi.
Il motivo di questa difficoltà, dico quello vero, la causa prima, mi sfugge.
I requisiti sono espressi chiaramente.
Si sprecano checklist di limiti e preferenze.
Questo sì, questo no.
Il manuale per il primo incontro bdsm ce lo siamo letti tutti.
Eppure, lo stesso, qualcosa va sempre storto, o quasi.
Qualche sintomo lo avevo pur notato: la riottosità ad approfondire la conoscenza coi benedetti strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione.
La manifesta irritazione nel discutere delle ovvie faccende pratiche legate alla favolosa “Prima Sessione”, di limiti e preferenze.
L’esplicita manifestazione di indifferenza a tutto quello che non è preparazione ad usi non propriamente indicati nel manuale del primo incontro.
Io, grazie al supporto materiale in ambito della gestione della Sicurezza fornitomi da Persone splendide ed Amiche ed un po’ abbagliato dalla concomitanza dei due fattori “Lungo digiuno” e “materiale pubblicitario di buona qualità” decido di arrischiarmi a sorvolare su questi sintomi.
Si stabilisce il giorno fatidico e devo sudare sette proverbiali camicie per essere sicuro di potercela fare.
E’ tutto pronto, tutto predisposto.
Man mano che il giorno si avvicina il pensiero alle ore di BDSM che verranno diventa sempre più presente.
Non un chiodo fisso, ma quasi.
Le due ore di Sessione ne occupano, in anticipo, parecchie di più tra pensieri, aspettative, dubbi e sforzi di volontà.
Ma si getta il cuore oltre l'ostacolo e si va avanti: per vivere e non sopravvivere. 
Per sapere senza nascondersi.Poi, il bel giorno arriva e non succede nulla.
Nessun sì, nessun no, nessun forse, nessun niente.
Non è la prima volta, certo, ma uno spera sempre che sia l’ultima.
Un contrattempo è sempre possibile: il diavolo deve metterci la coda, no?
Ma c’è modo e modo.
Un certo modo accresce la fiducia, un altro no.
E, da queste parti, è tutta questione di fiducia.
Mi devo poter fidare ciecamente della persona che mi spoglierà, legherà, somministrerà dolore a suo ( e mio ) piacere e relative implicazioni.
Devo essere sicuro di salute e privacy.
Giocare con i fragili fattori che contribuiscono a generare la fiducia in questo campo è semplicemente deleterio.
Punto e a capo, avanti il prossimo.

martedì 19 aprile 2011

Second Life ?

Da Second Life mi sono tenuto sempre lontano.
Non perchè abbia qualcosa in contrario, anzi, proprio perché ritengo che sia uno strumento potentissimo.
Nell'ambito BDSM, poi, fin troppo potente.
Dopo aver scoperto un bel blog dedicato ho meditato a lungo se tenermi lontano da una così potente fonte di possibile coinvolgimento e distrazione o provare anche questa possibilità.
Per 'a lungo' intendo più di un anno.
La mia naturale curiosità ha fatto pian piano breccia nel muro fatto di timore e prigrizia fino a farmi registrare su Second Life e scaricare il client restrained love  (RLV per gli amici ).
Non ci capisco ancora gran che, ma sto compiendo i primi passi.
Devo verificare se sia possibile usare Second Life in ambito BDSM gratuitamente o se sia proprio necessario un account a pagamento.
Inoltre, devo capire come usare RLV, come procurarmi i plugin e come funzionano le gestures. Win mi ha già dato una mano iniziale, ma la lista delle cose da sapere è ancora lunga.
Insomma, sono abbastanza lontano da un uso adeguato alle intenzioni, ma non si può avere tutto subito.
Bisogna soffrire per migliorarsi ...