lunedì 24 gennaio 2011

Buon Viaggio

Ok, ti sposi.
Me l'hai scritto via social network, com'è d'uso.
Meglio che via lettera, almeno mi risparmio il regalo.
Non mi dispiace che ti sposi e non sono invidioso della tua felicità. Se potessi, lo  sai che verrei al tuo matrimonio, ma dubito che la mia dolce metà la prenderebbe bene: " Ehi, in autunno siamo invitati al matrimonio della mia ex, quella che ti rifiuti di salutare...."
No, non funzionerebbe. 
Ti faccio tanti auguri e sai che sono sinceri. Ne abbiamo passate tante assieme ed anche il dolore del distacco, anni dopo, è un bel pezzo delle fondamenta di quella che passa per serenità.
A posteriori, lasciarsi è stata la cosa migliore: abbiamo risolto entrambi i nostri guai, è evidente.
Eppure... 
Già, perchè, a questo punto, l' "eppure" è d'obbligo.
Eppure, quella notte, quando alla mia cilecca tu reagisti dicendomi: "Sfogati, picchiami, dammi uno schiaffo, è colpa mia " ed io non seppi far altro che abbracciarti e piangere, è rimasta sospesa tra di noi.
Ora so che non sarebbe cambiato nulla.
Per me.
Infatti, sto faticosamente raggiungendo il mio equilibrio.
Non so se anche tu hai una vita parallela online, non so se hai scelto il tuo compagno sulla base delle sue capacità di sculacciatore.
Non so se, invece, hai seppellito un tuo pezzo di cuore come ho tentato di fare io.
Se l'hai fatto, probabilmente l'hai fatto per colpa mia.
Ecco, di questo, mi scuso: se avevi trovato il coraggio di chiedere alla persona che amavi un gesto di amore che completasse la tua vita, in quel caso un ceffone, mi scuso di non avertelo saputo dare. Per vigliaccheria, sconcerto o caso che sia.
Spero tu sia felice e che non mi inviti al tuo matrimonio.

martedì 18 gennaio 2011

io e te nell'appartamento





Sulla scia (di nuovo) di una cameriera... 
stacca dal bar élite alle sei la sera 
"guarda la coincidenza... 
ti ho vista ieri sera... 
dimmi come ti chiami quanti ragazzi chiami 
io non so fare niente volevo solamente... 
chiuderti
 di sopra
 su da me 
forever"
 ci prenderemo come i cani 
la gente fuori non lo capirebbe mai
 perduti nell'appartamento non ci ritroveremo mai "quanti anni hai?"
 ma sempre meglio di morire
 di tanti anni uguali e neanche un attimo...
 "come va la vita?" 
"come di solito"
 "dove vai la sera?"
 "ti conosco appena..."
 la canzonetta triste te la farò sentire
 gira sul giradischi dentro l'appartamento
 falla girare ora domani forse me ne andrò
 via da qui
 via da te
 forever
 and ever
 e ci ameremo come i cani 
e tu non mi ricorderai negli anni mai...
 e non sarà poi tanto bello
 (glissando di violini come al cinema...)
 ma sempre meglio di una sera
 d'inverno contro la città 
non ti sembra?



A volte conta la realtà, a volte l'immaginazione, a volte l'idealizzazione.
La differenza di fase, in ultimo, decide.

martedì 4 gennaio 2011

Rivelazioni

Il letto ad una piazza è piccolo per noi due, compressi ed ancora tutti vestiti.
Casa è libera solo per poco.
Mezz'ora al massimo, più prudentemente credo che avremo solo dieci minuti di vera tranquillità e solitudine.
Dieci minuti bastano per una sveltina, avanzano pure.
Ma, per il nostro piccolo amore banale, classico, unico, già collaudato da tempeste e stalkers, no.
Sto guarendo dalle ferite.
Questa volta, ferite fisiche.
Tra poco faremo di nuovo l'amore, fra poco faremo l'amore come mai prima.
Perchè l'operazione è andata bene, serve solo pazienza.
Quella mezz'ora scarsa di solitudine, però, la pazienza la brucia subito.
Non osiamo spogliarci del tutto.
Non possiamo spingerci fino in fondo.
Comunque, possiamo amarci.
Ho meditato anni.
Prima ancora che tu arrivassi, amore mio.
A come fare.
Al semplice fatto che fosse possibile chiedere.
Mai ne ho avuto il coraggio.
Neppure oggi.
E' la mia mano che lo ha avuto.
La mia mano sinistra, sculacciandoti all'improvviso.
Mi hai guardato sorridente.
Ti ho sculacciata di nuovo ed hai sorriso ancora, ansante su di me.
Non mi aspettavo che reagissi in alcun modo.
Non mi aspettavo la mia resa incondizionata.
Mi strizzi i capezzoli: le mie braccia cadono.
Mi sollevi sul fianco e mi sculacci, tu.
Tu.
Ti cerco, lentamente con le mani.
Sei fradicia. 
E ridi.