sabato 26 giugno 2010

Tre, Uno

Io ero il numero uno,
il primo schiavo.
Lei la numero tre, la terza schiava.
R. non ci permetteva neppure di parlarci, entravamo in sessione ad orari separati e già imbavagliati.
Non sapevo quale fosse il nome di tre, lei non sapeva quale fosse il mio.
Non sapevo neppure la sua voce come fosse, per davvero, salvo i gemiti e i mugolii del dolore e del piacere. E lei neppure.
Quando mi inginocchiai di fronte ad R., tre era già sua? Non sapevo.
Tre.
Non una fotomodella, no. Carina, una piccola bellezza che intravedevo a rate, una massimo due volte al mese.
Per tre mesi.
R. inculava me e Tre, io e Tre soddisfavamo R. con la bocca, per due volte, bendati ed imbavagliati, R. ci accoppiò.
E noi, a contorcerci, tra cinghiate e corde, temendo che l'irruenza dell'occasione facesse interrompere il contatto, un contatto tra pene e vagina che non era in nostro potere ripristinare....